Cosa sono gli ordini sul forex trading
Per iniziare a fare del Forex online trading in maniera corretta (e con il minor numero di rischi connessi), un investitore deve innanzitutto conoscere e saper utilizzare i diversi tipi di ordine piazzabili.
Spesso tra sigle e termini apparentemente incomprensibili, un trader alle prime armi può trovarsi un po’ spaesato. Cerchiamo quindi di chiarire almeno i concetti base e le caratteristiche chiave relative ai tipi di ordine utilizzabili nel Foreign Exchange Market.
1) “IF DONE Order“. Un ordine di tipo “IF DONE” viene utilizzato quando si vuole definire sin dal principio una condizione che deve essere soddisfatta prima che l’ordine sia eseguito. L’IF DONE Order consente infatti al trader di stabilire che l’esecuzione di un dato ordine (in genere uno Stop, un Limit oppure un OCO) si completi soltanto in seguito alla soddisfazione di alcune condizioni riguardanti un altro ordine (in genere un Limit Order). Solo quando queste condizioni relative al Limit verranno completate, l’altro ordine verrà eseguito.
2) “Limit Order“. E’ una tipologia di ordine che può risultare molto vantaggiosa nel caso in cui un investitore abbia compreso tutte le sfumature del Forex. Una gamma delle sue potenzialità può essere chiarita dalla possibilità intrinseca di poter preventivamente indicare dei parametri e delle condizioni da rispettare prima che l’ordine venga eseguito. Ad esempio, un investitore, con un ordine di tipo Limit, può impostare il comando di acquistare o di vedere una specifica valuta solo quando il mercato fluttuerà verso il basso o verso l’alto, consentendogli di guadagnare.
3) “Loop Order“. Sapendo che il mercato a volte subisce delle fluttuazioni cicliche, un investitore può piazzare un ordine di tipo Loop prevedendo (a suo esclusivo rischio) queste oscillazioni periodiche con il fine di trarre il maggiore profitto possibile. L’ordine Loop si ripete uguale a sé stesso fino a quando l’operatore non deciderà di cancellarlo. Continua a leggere… »
Transazioni nel Forex Trading
Vediamo quali sono i tipi di transazioni e contratti previsti per le operazioni di Forex trading.
Nelle transazioni di tipo Forward (o “Forward transaction“) il denaro non passa da una parte all’altra fino ad una data futura prestabilita di comune accordo da un compratore ed un venditore.
I due decidono quale sarà il tasso di cambio da utilizzare in una data futura e la transazione si conclude solo in quella data, al tasso di cambio precedentemente indicato.
Questo tipo di transazione è utile per evitare di subire gli scossoni derivanti dalle continue oscillazioni del mercato forex perché non tiene conto dei tassi di cambio effettivi del mercato. Un contratto di questo tipo può durare giorni, mesi o addirittura anni.
I Futures sono invece delle transazioni di tipo Forward che hanno però, come caratteristica principale, la definizione di importi e scadenze standard prestabilite. La durata di un contratto Futures è, in genere, di circa 3 mesi. Un esempio di contratto Futures può essere il seguente: due controparti si accordano sullo scambio di 500.000 Euro previsto per il prossimo Ottobre ad un tasso prestabilito. Continua a leggere… »
Glossario del Forex Trading
Authorized dealer. E’ indicato con questo termine qualsiasi dealer autorizzato a compiere operazioni nel settore dei cambi.
Base currency. In una coppia di valute, la “base currency” (”valuta base“) è la valuta che compare nella prima parte del nome, nella maggior parte dei casi indicato da due sigle di tre lettere separate da una barra. Se, per esempio, la coppia è Euro/Dollaro, cioé EUR/USD, la “base currency” è l’Euro mentre il Dollaro occupa il ruolo di “valuta quotata” (o “valuta contator”).
Bear Market. E’ una espressione inglese che significa “mercato al ribasso“. Indica il mercato all’interno del quale i prezzi tendono a scendere rapidamente a causa di una condizione di negatività e pessimismo diffuso, a livello generale. Il caso contrario, cioè quello del “mercato al rialzo”, è indicato con il termine “Bull Market“.
Bid. Significa “domanda” ed è il prezzo al quale un Forex trader acquista la valuta base ottenendo in cambio la valuta quotata. Sulla coppia EUR/USD, l’Euro è la valuta base mentre il Dollaro americano è la valuta quotata.
Bull Market. E’ una espressione inglese che significa “mercato al rialzo” ed è un mercato caratterizzato da una forte tendenza alla crescita dei prezzi. Il termine contrario è “Bear Market”.
Broker. E’ l’intermediario che permette ad un investitore di operare sul mercato del forex online. Il broker non si assume nessun rischio ma ha il solo compito di mettere in relazione due parti per portare a termine un’operazione.
Call Rate. Questo termine indica il tasso del mercato monetario cioé il tasso d’interessi interbancario aggiornano giorno per giorno.
Capital Gain. Indica un guadagno, calcolato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un determinato bene.
Capital Loss. Indica una perdita a livello del capitale ed è calcolato dalla differenza, in negativo, tra il prezzo di vendita e quello di acquisto di un determinato bene.
Cross Rate. Indica il fenomeno per cui i tassi di cambio relativi a due valute vengono ricavati a partire dai tassi di cambio d’interesse relativi alla condizione individuale di entrambe le valute, legate sempre all’andamento del dollaro americano (USD).
Currency Risk. Questo termine indica il rischio di subire delle perdite, anche sostanziali, nel caso in cui si verifichi un repentino cambiamento e capovolgimento dei tassi di cambio.
Devaluation. Significa “svalutazione” e si riferisce alla diminuzione del valore di una data valuta rispetto a quella di un altro Paese. Quando questo accade ed una moneta si svaluta, i beni che vengono importati dalla Nazione che utilizza quella valuta costano molto di più mentre i beni che vengono esportati arrivano a costare cifre molto irrisorie. Questa condizione può rappresentare un ottima base di partenza per la stesura di un piano d’investimento relativo a questa specifica valuta. Continua a leggere… »
Il Forex Trading
La definizione di “Forex trading” si riferisce alle operazioni di compravendita eseguite relativamente a coppie di valute all’interno del mercato Forex. Come ovvio, lo scopo del trader è quello di aprire posizioni che gli permettano di guadagnare sui tassi di cambio tra le valute.
Il mercato Forex ha molte caratteristiche vantaggiose, che lo rendono appetibile per diversi tipi di investitori. Le operazioni, per esempio, possono avere corso per ventiquattro ore al giorno durante tutta la settimana, con la sola eccezione dei fine-settimana, quindi dal lunedì al venerdì ininterrottamente.
Non ci sono infatti veri e propri orari di apertura e di chiusura giornalieri come accade per tutte le Borse nazionali tradizionali.
Il Forex trading funziona nel seguente modo: una volta che l’investitore ha aperto una posizione, le transazioni si concluderanno solo quando verrà effettuata un’operazione uguale ma contraria con il dealer. Questo implica che se il trader ha inizialmente acquistato Euro contro Dollari americani, dovrà concludere l’operazione vendendo gli Euro per i Dollari americani. A questa pratica viene dato il nome di “compensazione” (o “offsetting“) o di “liquidazione“.
La data di liquidazione delle posizioni aperte dai trader all’interno del mercato Forex definisce il termine entro il quale le valute devono essere consegnate (o liquidate). In realtà è pratica molto comune nel Forex trading “rimandare” questa liquidazione e mantenere una posizione aperta oltre la data di liquidazione.
Questo consente di prolungare nel tempo l’apertura delle posizioni e di trarre maggiori profitti dalle operazioni più a lungo termine. Quando si fa questo si parla di “rollover” o di “Tom–next”, abbreviazione dell’espressione inglese “Tomorrow and the next day”, cioé “domani ed il giorno seguente”. Continua a leggere… »
Breve Storia del Forex
Il Forex come mercato valutario nasce nel 1971: è in questo anno che compaiono per la prima volta i tassi di cambio fluttuanti.
Prima del 1971 un accordo internazionale chiamato “Bretton Woods Agreement“, dal nome della città di Bretton Woods dove i rappresentanti dei Paesi occidentali si riunirono per firmarlo, impediva la speculazione sui mercati valutari, mantenendo la stabilità del sistema monetario globale.
Gli accordi di Bretton Woods sono il risultato della fine della Seconda Guerra Mondiale che, come prevedibile, aveva avuto conseguenze drammatiche sull’economia. L’accordo, firmato nel 1944, aveva lo scopo stabilizzare le valute internazionali ed impedire la fuga di capitali tra le Nazioni.
L’esigenza portò alla creazione di un sistema in cui tutte le valute si trovavano in relazione con il Dollaro per mezzo di tassi di cambio rigorosamente fissi. Oltre a fissare il tasso di cambio tra tutte le valute, gli accordi di Bretton Woods prestabilirono un tasso di cambio tra il Dollaro e l’oro pari a 35 dollari per ogni oncia d’oro.
Alle Banche Centrali dei Paesi coinvolti spettava poi il compito di mantenere i prezzi fissi, contribuendo al bilanciando tra la domanda e l’offerta e all’eliminazione del pericolo rappresentato dalla fluttuazione del mercato.
Dal 1973 i paletti che impedivano ai prezzi di fluttuare liberamente, seguendo le regole della domanda e dell’offerta, furono rimossi insieme agli accordi di Bretton Woods. Da questo momento in poi, i prezzi delle valute vengono lasciati liberi di fluttuare e così si preparano le basi per la nascita del mercato interbancario moderno.
Inizialmente il mercato interbancario Forex non era aperto anche ai piccoli investitori. Non esisteva una vera e propria regola in merito ma le condizioni base tagliavano fuori i piccoli soggetti perché i lotti minimi negoziabili erano di dimensioni non accessibili a questi ultimi, uniti ai duri ed elevati requisiti in termini di capitale. Continua a leggere… »
Il Forex in Italia
Gli intermediari abilitati all’offerta di servizi di “Intermediazione in Cambi di valute estere”, quindi per operare sul Forex Italia, sono le Banche e le Società Finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia.
Queste entità sono le uniche che possono offrire questo tipo di servizi al pubblico secondo le disposizioni specificate e regolamentate nel “Testo Unico Bancario” agli articoli 106 e 107.
In genere le società finanziarie, per espletare al meglio i servizi offerti, si appoggiano ad altri soggetti come dealer esteri e Banche Internazionali che gli forniscono in tempo reale i prezzi di “Bid” e “Ask” relativi alle principali valute estere.
Negli Stati Uniti d’America esistono delle norme e delle regole precise rivolte agli operatori e agli intermediari, Società e Banche comprese coinvolte nel Forex Trading. Esistono inoltre un ente associativo di autoregolamentazione denominato N.F.A. cioè “National Futures Association” ed un Istituto Federale di Vigilanza indicato con l’acronimo C.F.T.C. ovvero “Commodities and Futures Trading Commission”.
In Italia non esiste niente del genere. Non potendo raccogliere il pubblico risparmio, le società finanziarie italiane possono trattenere tali margini di garanzia unicamente in conti bancari intestati ai singoli utenti o in depositi esterni al proprio patrimonio aziendale. Continua a leggere… »
Le Fluttuazioni del Mercato Forex
Il valore di ogni valuta tradata sul Forex varia continuamente nel corso del tempo a causa delle fluttuazioni del mercato.
Le fluttuazioni sono imprevedibili e questo rappresenta la variabile rischiosa degli investimenti sul mercato Forex che, da un lato, possono portare a grossi affari ma, dall’altro, possono condurre l’investitore alla perdita parziale o totale del capitale investito.
Gli investitori, comunque, utilizzano delle tecniche per cercare di prevedere le variazioni a breve o lungo termine del mercato: queste previsioni, che però non sono attendibili al 100%, stanno alla base dei piani di investimento sui quali i trader sul Forex fondano le loro operazioni e le loro transazioni.
Le variabili fondamentali che devono essere costantemente monitorare sono, per esempio, le condizioni politiche, economiche e sociali del Paese che utilizza una data valuta. Continua a leggere… »
Tasso di Cambio, Domanda e Offerta sul Forex
La nozione fondamentale alla quale deve riferirsi ogni investitore è il “tasso di cambio” o “exchange rate”. Il tasso di cambio è il valore di ogni singola unità di una valuta indicata in termini di un’altra valuta.
Riferendosi alla notazione utilizzata in genere in Italia, cambio “certo per incerto”, mentre nei Paesi anglosassoni viene utilizzato il cosiddetto cambio “incerto per certo”,l’exchange rate nominale di una valuta nazionale, cioè il cambio valuta nazionale/valuta estera, è il prezzo in valuta estera di una unità di valuta nazionale.
Facciamo un esempio e vediamo come calcolare il tasso di cambio nel caso dell’Euro rispetto al Dollaro statunitense.
Ipotizziamo che il tasso di cambio nominale dell’Euro rispetto al dollaro passasse da 0,85 a 1,00, per poi arrivare ad 1,15. Questo implica che, se inizialmente, per acquistare 1000 dollari si dovevano pagare circa 1.176 Euro, una volta raggiunto il cambio a 1,15, per compare gli stessi mille dollari occorrerebbero solo 869 Euro.
Prendendo sempre come esempio la coppia EUR/USD e ricordando che il primo termine della coppia è la valuta di base, “base currecy” mentre il secondo elemento della coppia è la valuta quotata o “contatore” o “quote currency” o “counter currency”, possiamo avere una o due tipi di quotazione.
La “quotazione diretta” o “direct quotation” avviene quando il tasso di cambio per un dato Paese è indicato utilizzando la valuta adottata da quel Paese. Un esempio di questo tipo di quotazione è dato dall’uso, in Italia, della dicitura “0,6805 EUR=1 USD” per il cambio EUR/USD.
La “quotazione indiretta” o “indirect quotation”, invece, avviene quando, per un dato Paese, é l’unità di valuta ad essere indicata usando la valuta adottata in quel Paese. Un esempio è dato dall’uso, in Italia, della dicitura “1 EUR=1,4843 USD” per il cambio EUR/USD.
All’interno del mercato Forex, cosa che non accade con altri strumenti finanziari o trattative legate allo scambio di valute, l’investitore negozia direttamente con una controparte.
Affinché avvenga uno scambio tra coppie di valute, cioè l’acquisto di una valuta e la contemporanea cessione di un’alta, bisogna giungere alla determinazione di un “prezzo”. Questo verrà deciso con un accordo fondato sulle regole tradizionali della domanda e dell’offerta.
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Basi del Forex
Il Forex, il mercato dove si scambiano le valute estere, funziona seguendo precise regole. Nello specifico, le transazioni su Forex si esplicano su coppie di monete, chiamate “currency pairs”.
Se scelgo di operare sull’Euro, per esempio, dovrò concludere uno scambio avente come secondo termine un’altra moneta, per esempio il Dollaro statunitense.
Utilizzerò in questo caso specifico la coppia EUR/USD. Dato che ogni transazione riguarda due valute facenti parte di una coppia, ogni volta che un operatore compra una valuta, contemporaneamente ne vende un’altra. Se decido di comprare degli Euro con la coppia EUR/USD al contempo venderò dei Dollari. Lo stesso accade per tutte le altre coppie di valute.
Per ottenere profitto sul trading effettuato su una coppia di valute, un investitore deve riuscire a far si che la valuta venduta perda valore rispetto a quella acquistata.
Questo significa che profitto e perdita vengono calcolate in base al tasso di cambio o “exchange rate” che è in continua fluttuazione a causa di vari fattori: ogni volta che il rapporto di cambio fra le due valute si modica, l’investitore potrà subire un’entrata o una perdita.
Se, ad esempio, un trader crede che il Dollaro aumenterà il suo valore rispetto all’Euro, dovrà comperare Dollari pagandoli in Euro. In questo modo, quando lo stesso investitore vorrà usare i suddetti Dollari per acquistare degli Euro, guadagnerà sulla differenza del cambio.
Le coppie di valute estere tradabili nel forex trading online sono numerose. Prendendo sempre come esempio la coppia USD/EUR, parlerò di “valuta base” o “base currency” riferendomi alla prima valuta della coppia, cioè il Dollaro statunitense, e di “valuta contatore” o “valuta quotata” o “counter currency” o “quote currency” riferendomi alla seconda, cioè l’Euro.
La valuta di riferimento è in genere il Dollaro americano, con le dovute eccezioni. Vediamo quali sono le principali “currency pairs”.
AUD/USD: Australian Dollar / US Dollar – in gergo “Aussie Dollar”;
CHF/JPY: Swiss Franc / Japanese Yen – in gergo “Swiss Yen”;
GBP/CHF: British Pound / Swiss Franc in gergo “Sterling Swiss”;
GBP/JPY: British Pound / Japanese Yen – in gergo “Sterling Yen”;
GBP/USD: British Pound / US Dollar – in gergo “Cable”; Continua a leggere… »
Il Forex
Con il termine “Forex” viene indicato il “Foreign Exchange Market“, cioè il “Mercato dei cambi esteri“. Il nome Forex deriva dalla contrazione dei termini “Foreign“, straniero ed “Exchange” che vuol dire cambio.
Si tratta del mercato valutario in cui si scambiano valute estere cercando di trarre da queste operazioni il maggiore profitto possibile. E’ spesso indicato anche per mezzo della semplice sigla “FX“.
Il Forex é un mercato “Over The Counter” e ciò significa che non esiste una sede o una Borsa univoca in una grande città paragonabile alle più famose Borse sparse sul globo, come quella di New York, di Milano o di Tokyo.
In realtà non esiste un luogo fisico in cui situare il Forex, ma una piazza virtuale aperta ventiquattro ore su ventiquattro, cinque giorni su sette, grazie alle nuove potenzialità offerte dalla telematica. Le operazioni finanziare concluse all’interno del mercato Forex vengono portate a termine per via telematica da operatori piccoli o grandi che si trovano nelle parti più disparate del mondo.
Essere un mercato “Over The Counter” significa anche che il Forex non è soggetto ad un’autorità di regolamentazione univoca ed a tassazioni di tipo nazionale o locale.
Le transazioni all’interno del mercato Forex avvengono senza soluzione di continuità per mezzo dell’alternanza di fusi orari che, come in un domino, permettono al mercato di chiudere da una parte ed aprire dall’altra: non esistono quindi veri e propri orari di apertura e chiusura giornalieri. Questo è uno dei punti di forza del mercato Forex, sempre aperto e disponibile per condurre operazioni di scambio tra controparti.
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