Archivi del ottobre, 2009

Breve Storia del Forex

Il Forex come mercato valutario nasce nel 1971: è in questo anno che compaiono per la prima volta i tassi di cambio fluttuanti.

Prima del 1971 un accordo internazionale chiamato “Bretton Woods Agreement“, dal nome della città di Bretton Woods dove i rappresentanti dei Paesi occidentali si riunirono per firmarlo, impediva la speculazione sui mercati valutari, mantenendo la stabilità del sistema monetario globale.

Gli accordi di Bretton Woods sono il risultato della fine della Seconda Guerra Mondiale che, come prevedibile, aveva avuto conseguenze drammatiche sull’economia. L’accordo, firmato nel 1944, aveva lo scopo stabilizzare le valute internazionali ed impedire la fuga di capitali tra le Nazioni.

L’esigenza portò alla creazione di un sistema in cui tutte le valute si trovavano in relazione con il Dollaro per mezzo di tassi di cambio rigorosamente fissi. Oltre a fissare il tasso di cambio tra tutte le valute, gli accordi di Bretton Woods prestabilirono un tasso di cambio tra il Dollaro e l’oro pari a 35 dollari per ogni oncia d’oro.

Alle Banche Centrali dei Paesi coinvolti spettava poi il compito di mantenere i prezzi fissi, contribuendo al bilanciando tra la domanda e l’offerta e all’eliminazione del pericolo rappresentato dalla fluttuazione del mercato.

Dal 1973 i paletti che impedivano ai prezzi di fluttuare liberamente, seguendo le regole della domanda e dell’offerta, furono rimossi insieme agli accordi di Bretton Woods. Da questo momento in poi, i prezzi delle valute vengono lasciati liberi di fluttuare e così si preparano le basi per la nascita del mercato interbancario moderno.

Inizialmente il mercato interbancario Forex non era aperto anche ai piccoli investitori. Non esisteva una vera  e propria regola in merito ma le condizioni base tagliavano fuori i piccoli soggetti perché i lotti minimi negoziabili erano di dimensioni non accessibili a questi ultimi, uniti ai duri ed elevati requisiti in termini di capitale.

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Il Forex in Italia

Gli intermediari abilitati all’offerta di servizi di “Intermediazione in Cambi di valute estere”, quindi per operare sul Forex Italia, sono le Banche e le Società Finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia.

Queste entità sono le uniche che possono offrire questo tipo di servizi al pubblico secondo le disposizioni specificate e regolamentate nel “Testo Unico Bancario” agli articoli 106 e 107.

In genere le società finanziarie, per espletare al meglio i servizi offerti, si appoggiano ad altri soggetti come dealer esteri e Banche Internazionali che gli forniscono in tempo reale i prezzi di “Bid” e “Ask” relativi alle principali valute estere.

Negli Stati Uniti d’America esistono delle norme e delle regole precise rivolte agli operatori e agli intermediari, Società e Banche comprese coinvolte nel Forex Trading. Esistono inoltre un ente associativo di autoregolamentazione denominato N.F.A. cioè “National Futures Association” ed un Istituto Federale di Vigilanza indicato con l’acronimo C.F.T.C. ovvero “Commodities and Futures Trading Commission”.

In Italia non esiste niente del genere. Non potendo raccogliere il pubblico risparmio, le società finanziarie italiane possono trattenere tali margini di garanzia unicamente in conti bancari intestati ai singoli utenti o in depositi esterni al proprio patrimonio aziendale.

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